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la Storia
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La collina di Mottola è abitata sin dalla preistoria, così come dimostrato dai bronzi dell'Età del Ferro, scoperti nel 1899.
Nel Medioevo, una fonte scritta appartenente ai primi decenni del secolo XI riporta la fondazione del “castellum” di Mottola in funzione strategico-militare antisaracena durante il catapanato di Basilio Boioannes. Successivamente, nell’anno 1102 si ritiene sia andata distrutta per volontà del cancelliere tarantino Muarcaldo. Durante le dominazioni normanne, sveve, angioine e aragonesi Mottola fu sede vescovile e tale rimase fino al 1818, anno in cui fu soppressa e aggregata a Castellaneta per effetto del nuovo Concordato tra Pio VII e Ferdinando I di Borbone.
Nel 1653 il feudo di Mottola fu venduto a Francesco Caracciolo VII duca di Martina, alla cui casata rimase sottomesso sino alle leggi eversive dei feudi del 1806.
Con la Restaurazione, Mottola seguì le vicende proprie del Risorgimento nazionale, subendo anche il fenomeno del Brigantaggio.
Oggi Mottola è una tranquilla e pittoresca cittadina di confine tra le province di Bari e Taranto, tra la Murgia dei Trulli e la Terra delle Gravine.
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